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Studio Geologico-Ambientale:
Perché il terremoto in Abruzzo ?
inserita il 24.07.2009
Era prevedibile ? Si poteva fare qualcosa ? Perché è stato così devastante ? La terra continuerà a tremare ?

Il violento terremoto che ha scosso l’Appennino ripropone ancora una volta una serie di domande sul perché la nostra penisola è così sismica e soprattutto se questo terribile sisma fosse prevedibile, visto che alcune voci sostengono questa tesi.

Un pianeta fatto a pezzi
Va ricordato innanzitutto che terremoti, vulcani, ma anche le catene montuose hanno la stessa origine: la tettonica delle zolle, cioè l’insieme dei fenomeni, alimentati dal calore interno della Terra, che plasmano la superficie del pianeta. La crosta esterna è solo un puzzle di “tessere” irregolari e rigide che i geologi chiamano “zolle” o” placche” che “galleggiano” sul flusso di materiale fuso che proviene da centinaia di km di profondità. Queste enormi zattere si spostano in seguito alla risalita di materiale che giunge dal mantello terrestre più profondo, un movimento che sprigiona forze tali che accumulandosi si scaricano poi improvvisamente lungo le faglie, ossia fratture in grado di muoversi.

Poteva essere previsto ?
Nei giorni del sisma si era diffusa la notizia secondo la quale Giampaolo Giuliani, perito elettrotecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, che lavora come collaboratore tecnico al Gran Sasso, aveva scoperto un metodo che renderebbe possibile prevedere un sisma.
Il meccanismo di previsione di Giuliani si basa sull’osservazione del radon, un particolare gas che si trova in alcune rocce e che - sostiene il ricercatore – in concomitanza con gli sciami di terremoti fuoriesce dal terreno in misura elevatissima. Tenere sotto controllo l’emissione del radon dalle fasce di terreno più profondo potrebbe permetterci di capire che un sisma è in arrivo. Il modo con il quale Giuliani ha scoperto tale relazione è molto curioso. Il ricercatore infatti, si occupa dello studio dei raggi gamma che giungono dallo spazio. Ebbene il radon è un gas che decade in un altro elemento in pochi giorni, ossia si trasforma in piombo e in bismuto emettendo proprio raggi gamma. Giuliani aveva osservato una relazione tra produzione di radon e occorrenza di un sisma, in occasione di un terremoto in Turchia, nel 2001.
In seguito a ciò ha installato cinque rilevatori, detti precursori sismici, che si trovano nel sottosuolo tra il Gran Sasso e L'Aquila. I precursori sismici rilevano i raggi gamma, il prodotto di decadimento del gas radon, che viene emesso dagli strati più profondi del suolo e che, secondo Giuliani, aumenterebbe di oltre 100 volte in relazione a eventi sismici. Proprio questa improvvisa impennata potrebbe servire per individuare il rischio di scosse. Una strada questa non nuova nello studio della previsione dei terremoti, che al momento però non ha permesso di individuare con preciso anticipo il luogo e l’intensità di un sisma. Dunque per ora il sistema ha solo un valore empirico.

"L'aiuto" degli animali non aiuta
Anche il comportamento di alcuni animali può indicare un evento sismico. Tra i più sensibili ci sono i pesci gatto, che pare percepiscano le debolissime correnti elettriche che si sviluppano in acqua a causa delle sollecitazioni cui sono sottoposte le rocce molto prima di una forte scossa tellurica.
Segnali di nervosismo da parte di cani, gatti e cavalli, probabilmente dovuti alla loro sensibilità ai gas emessi dalle microfratture prodotte nelle rocce prima del sisma, pur essendo presenti non sono interpretabili scientificamente.

Autori: L. Bignami, M.a Bussolati, F. Ceccherini, G.M. Bazzoli

Fonte: Focus.it 24.07.2009
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